venerdì, 30 ottobre 2009

Coda di paglia

Devo capire ancora come mai gli automobilisti che percorrono a 120 all'ora un autostrada che ha come limite i 130 all'ora, quando vede un autovelox inchioda fino ad arrivare ai 100. La multa non la prendevi lo stesso, ma il muso della mia macchina nel tuo bagagliaio sì, invece!
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sabato, 17 ottobre 2009

Quando sarò vecchio e stanco

Io quando sarò vecchio e stanco e avrò detto tutto quel che ho da dire e molte cose erano anche ottime ma ormai le ho esaurite, quando campare di rendita sarà fin troppo noioso, quando il mio tempo sarà fatto e potrò godermi un meritato riposo, giuro che lo farò, magari invecchiando in una casa con la vista sul mare di Castro Marina, come da mio recondito sogno.

In ogni caso, prometto su tutte le mie cose più care che non mi azzarderò a prendere "Creep" dei Radiohead e, pur di fare una versione italiana di un noto capolavoro, appiccicarle addosso le parole più idiote che mi vengono in mente, basta che siano assonanti con l'originale, come ha fatto Vasco Rossi.

(e sia chiaro, le cose migliori di Vasco io le preferisco alle cose migliori dei Radiohead. Qui purtroppo siamo di fronte a una cosa peggiore del peggio del peggio che il genere umano possa fare)

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giovedì, 08 ottobre 2009

Bocchino

Ho sentito con queste mie orecchie al TG2 l'On. Bocchino affermare ieri sera che "non c'era alcun motivo per cui la Corte Costituzionale dovesse interrompere il programma di un Governo che sta agendo bene e sta facendo l'interesse del paese".

Siamo finiti. E' finita. Siamo giunti al capolinea. Quando un parlamentare mischia in una frase di sole (aspè che le conto) VENTOTTO parole, le competenze di ben tre organi istituzionali (Esecutivo, Consulta e Magistratura), privandole di senso compiuto, per me non siamo alla dittatura.

Siamo alla SUPERCAZZOLA (con scappellamento a destra). 

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giovedì, 17 settembre 2009

Trenta mesi di infertilità (a.k.a. il post che avrei dovuto scrivere da molto, molto tempo)

Abbandono definitivamente l'idea di andare in palestra perché tanto ormai non è più cosa, stamattina, e faccio questo gesto di coraggio intellettuale. Coraggio poi neanche enorme, visto che un tempo avevo un bel po' di lettori, ma da quando la vita mi si è complicata ho smesso di scrivere tanto, e soprattutto di scrivere gradevolmente come quando ero un pischelletto lanciato a 200 all'ora nel futuro; quindi ormai qui ci arrivano, sporadicamente, solo quei quattro fedelissimi gatti. Li ringrazio, naturalmente, e mi scuso per il pistolotto che sta per arrivare. Per il resto, un outing completo fatto a quattro gatti non ha molta risonanza, ma magari mi libera un po' a me.

Con mia moglie abbiamo smesso di avere rapporti protetti nel marzo del 2007. Un'eternità. Durante la quale si sperimentano praticamente tutti i tipi di dinamiche affettive possibili. Prendi una coppia felice che sente giunto il momento di coronare una storia d'amore decennale col dono più grande, che entrambi desiderano moltissimo, da sempre. Li vedi carichi di emozione e di aspettative abbandonare condom e altri contraccettivi, e buttarsi nei primi mesi d'amore sfrenato. E' divertente, è entusiasmante, fa anche tenerezza quella piccola delusione, nei primi mesi, quando scopri che a lei è venuto il ciclo. Trascorso però qualche tempo, una vacanza di agosto che non porta frutti, qualche incontro con amici che invece ti raccontano che gli è andata bene ed è normale, abbiamo più di trent'anni, ci sono decine di amici cui sta andando, si comincia a intuire l'incrinarsi di qualcosa. L'entusiasmo non scema, ma si sente l'esigenza di andarsi a consultare con i medici, giusto così, per tranquillizzarsi. Dei medici del settore dovete sapere una cosa: io non so perché lo facciano, ma hanno l'abitudine, forse per evitare un contraccolpo alla coppia, di differire più in là nel tempo possibile non dico una diagnosi di infertilità, ma fosse anche un minimo di accertamenti random non invasivi che forse sì, è presto per dire qualcosa, ma tutto sommato mica vai all'inferno, se li fai. Loro nicchiano. "Prima di un anno non vale manco la pena". "E' perfettamente normale, non preoccupatevi". Un anno. Scopa tu per un anno intero ricevendo dodici mazzate mensili consecutive. Io mi permetto di dissentire dall'idea che non valga la pena. Non vale la pena angosciarsi. Ma vale di certo la pena dare un'occhiata preliminare, e se poi si risolve da sè, hai speso 40 euro di analisi, le butti al cesso, tiri l'acqua e morta lì. Un po' come l'ombrello in una giornata uggiosa... cosa ti costa portartelo? Al massimo esce il sole e ti ingombrerà un po' in mano. Ma non ti sarai bagnato.

Questa tendenza ad allungare il brodo, per me inspiegabile, porta necessariamente ad una fase critica. Le delusioni cominciano a sommarsi, e si fa strada l'immagine di "tranquillo" che muore inculato in un lago di sangue (è un proverbio romano, "tranquillo è morto inculato", n.d.R)... di un periodo normale che tanto tanto normale non è. Goccia a goccia, il piacere e il desiderio di cercare una gravidanza si trasformano in dovere, in conteggi - e li fai, non importa quanto cerchi di distrarti - in ansia. Che, si dice, amplifica lo stress e da pure fastidio aspermatozoi e prolattina. Il sesso diventa via via meno piacevole. Trascorre un'altra vacanza agostina durante la quale ti sforzi disperatamente di distogliere l'attenzione da lì, di rilassarti. Ovviamente non porta frutti. Nel frattempo il letto è diventato gelido, e ciascuno dei due cerca di nascondere all'altro il proprio senso di colpa, ottenendo il risultato che entrambi si amplificano. Ci si butta ciascuno nelle proprie vite, chi nel lavoro, chi nel tempo libero, chi in altre distrazioni più o meno nocive. La cosa grave è che questo stato di cose diventa talmente "normale" che non te ne accorgi più. Pensi di star semplicemente pensando ad altro, in realtà stai lasciando che le ortiche crescano sul tuo matrimonio, avvelenandolo.

Nel frattempo i medici si svegliano e, dopo qualche esame su di lei ("quelli che per ora vale la pena fare, per gli altri possiamo aspettare", come da loro costume inveterato), ci si accanisce sul povero liquido seminale di lui. Uno, due, tre, quattro controlli in sei mesi, mmmm, poca mobilità, alta mortalità, presenza di batteri, curetta antibiotica, ancora batteri, curetta antibiotica bis, ok, c'è un miglioramento, gli ormoni sono ok, e comunque certo, non uno sperma da campione, ma potenzialmente di spermatozoo utile ne basterebbe uno, è solo statistica. L'operetta si ferma soltanto quando ti accorgi che la sola idea del sesso con tua moglie è diventata un orrore. Vivaddio, una crisi mostruosa. Ed è trascorso un anno e mezzo. Lui che ormai trema come una foglia al solo pensiero, lei che un bel giorno messa alle strette inizia alle 21,00 a versare le lacrime che non ha pianto in 18 mesi e finisce, all'incirca, alle 23,30. E ora che ne sarà di noi? Non importa neanche più se avremo un figlio. Ci siamo logorati. Come ci salviamo? Ma soprattutto, ci salviamo?

Altro giro, altra corsa. Lui accetta il consiglio di iniziare la psicoterapia. (ah. in tutto questo stanno partendo fior di soldi, mi piacerebbe che fosse ben chiaro anche questo, soldi benedetti, eh, ma comunque tanti. E' un sacrificio nel sacrificio). Perché sì, è vero, vivo male questa situazione, ma il tutto è in dis/armonia con tutti i malesseri e i traumi di una vita intera. Conosci meglio te stesso per conoscere meglio anche la percezione del dolore. Scava scava, emerge che sono un insicuro narcisista depresso in cerca di approvazione materna, totalmente privo di autostima, molto intelligente ma poco lucido. Alla fine bene o male l'ho sempre sospettato. Però è così liberatorio! Inscatoli i problemi al loro posto, uno dopo l'altro, capisci che hai varcato il limite, che a questo punto non puoi che risalire. La coppia si sblocca. Il sesso, questo mostro oscuro, ridiventa semplicemente il sesso, poco o tanto, bello o brutto. Siamo risorti dalle nostre ceneri.

Ora vediamo se siete attenti. Ho descritto il percorso di una coppia che parte forte, piano piano si logora, scoppia e poi rinasce con la forza dell'amore. Può il ciclo essersi chiuso? Non manca una variabile? Manca. Una variabile manca. Ed è l'ulteriore scorrere del tempo. Altri mesi se ne vanno, una decina diciamo, e la coppia che fu in crisi ha ricominciato, con più consapevolezza e aspettative meno febbrili, a vivere la propria vita insieme. Si curano le teste, si curano i corpi, si fa un'altra vacanza di agosto stavolta in autentico e totale relax. Ma non c'è un cazzo da fare. Se non è storia non è storia. Hai voglia a dirti che l'hai presa con filosofia. Neanche stavolta è andata. Hai appena fatto un'altra montagna di esami, stai in cura da un altro esperto, e non hai ancora diagnosi, solo la prospettiva di nuovi tentativi. Cerchi di vedere la cosa dalla giusta angolazione, ma continui a desiderare così tanto di esaudire finalmente il desiderio e contemporaneamente a temere che non ci siano speranze per te. Sei solo più padrone del dolore, ma nulla più. Basta la coppia di vicini di casa con cui sei gemellato praticamente da tre anni, che viene giù da noi, un paio di giorni fa, e in lacrime ti dice che, da luglio che si sono sposati, già aspettano il primo figlio, e ripiombi nel sottosuolo.

Inutile che ve lo dica: ci si incattivisce. Si diventa invidiosi, aridi, freddi. Si reagisce o con troppa enfasi o con ruvidità estrema a una notizia che dovrebbe essere meravigliosa e invece non fa che ucciderti. Non avviene in un giorno, non in due. Avviene nei mesi, negli anni. Ti fai anche schifo, per questo. Ma che persona sei diventato? Hai persino stabilito quali sono le ragioni per cui soffri così tanto... ma mi domando, ha senso smettere di soffrire, o soffrire di meno, se tu hai un sogno, un'esigenza, uno scopo nella tua vita, e gli eventi te lo negano? Non è come vivere a metà? Sei mesi di psicoterapia per stare meglio... e perché dovrei? Per amore di mia moglie, sì. Non c'è altra motivazione. E' per amore di mia moglie che ho iniziato il percorso. Solo che è così dura, così tremendamente straziante cercare nell'amore per lei quelle esigenze di rinascita cui, fosse per me, rinuncerei senza esito. Sarebbe più facile essere solo e lasciarmi andare ad una vita a cazzo. Una vita in cui, non potendo costruire niente di più che il tuo lavoro o la tua musica, te ne fotti delle conseguenze di ogni cosa, visto che lavoro e musica sono soltanto una parte di un tutto che dovrebbe essere enorme ed è invece alquanto striminzito.

E la sai l'ironia della sorte qual è? Che oggi è il nostro quarto anniversario di matrimonio. Come ogni anno da quell'anno, il tempo fa schifo. Lei ebbe il ciclo durante la messa. Ci sono segnali che a volte non vengono colti nella giusta prospettiva. Io vorrei festeggiare, ma purtroppo mi trovo a non capire bene cosa. Sto con lei da undici anni. Abbiamo avuto un'eternità di felicità praticamente senza confini. Poi ci siamo sposati, ci abbiamo creduto, abbiamo convissuto e saremmo una coppia in armonia. Se dipendesse solo da noi, avremmo tutto da festeggiare. Tra malattie e problemi di fertilità, purtroppo, tutte cose piovuteci dal cielo senza che potessimo opporci, ahimé possiamo solo guardarci indietro e pensare a questi quattro anni come una prova rigidissima, destinata a continuare ancora sino a raggiungimento dell'obiettivo (quale che esso sia: gravidanza o rassegnazione, ora come ora vanno bene entrambi). Un inferno in paradiso. Io ho smesso di sperare perché ho capito che la speranza c'entra ben poco con questo casino. Ci sono cose da salvare. Gli unici a poterlo fare siamo noi e l'unico modo è aggrapparsi disperatamente ad ogni singola ragione, anche la più ridicola, che ci spinga ad andare avanti. Non è quello che speravo per il nostro legame.

E' faticoso, veramente faticoso. L'unico consiglio che posso dare è questo: che se mai vi dovesse capitare una cosa del genere, il pensiero di avere un problema non vi deve spaventare nemmeno da subito, e non dovete farvi convincere da chi lo minimizza. Forse c'è un problema? Si comincia da subito a risolverlo. Si parte in quarta con le verifiche. Non verificare serve solo a farti trascorrere più tempo nella precarietà di un sogno inespresso. Ed è questo a mortificarti davvero. Anche più di quella casa di 105 metri quadri, così bella, piena di amore, in cui tutti si perdono con gioia, ma di cui venticinque metri quadri si ostinano a restare vuoti. Vuoti. Vuoti. Che cazzo.

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mercoledì, 05 agosto 2009

Io mi Epirizzo

Gli ultimi 18 mesi sono stati senza ombra di dubbio i più assurdi della mia vita. Apparentemente fuori è successo poco o niente, a parte lo studio inaugurato di fresco, ma dentro c'è stato di tutto. La cosa buona è esserne usciti vivi. E' poter dire senza tema di sbagliare di esserne usciti. Poi magari verranno altri casini di altro tipo, ma saranno, appunto, altri. Si rientrerà in un ulteriore periodo assurdo, ma quello appena trascorso è, appunto, trascorso, e meno male.

Ora è il momento di farmi delle ottime vacanze. Anche solo pensando alla compagnia che avremo in Grecia, se me l'avessero detto un anno fa mi sarei schiantato in terra dalle risate, o magari non dalle risate, chissà. Si trattava, tuttavia, di un periodo appunto assurdo. In cui tutto era un'assurdità.

Possibilmente, evitate di chiudere tutti i blog da qui a quando rientro. L'anno scorso l'avete fatto e ci son rimasto male. E' vero che per rientare ho aspettato mesi!...

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venerdì, 17 luglio 2009

Addio, mosca bianca

C'è voluto un po' perché capissi come avrei dovuto commentare l'addio a Francesca Romana. Che dovessi farlo è ovvio, così com'era ovvio che io fossi tra quelli - e non eravamo pochi - che avrebbero dovuto occuparsi di lei subito dopo il passaggio, così com'era prevedibile che finissi a parlare io con la ragazza dell'Ansa che ha curato la pubblicazione della notizia. Non è un compito facile per nessuno, testimoniare una personalità così unica, mettendo da parte il dolore di chi scrive per la perdita di una madre adottiva, di una maestra ed istillatrice d'arte, di una testimone di nozze - e nessuno più di lei, che ha amato e vissuto la nostra coppia quasi quanto ha amato ciascuno di noi; la scomparsa di un esempio di vita vissuta fuori dagli schemi e ciò nonostante credibile, vera, autentica. Difficile accantonare la tentazione di utilizzare uno di quei colpi di teatralità in cui lei era genuinamente maestra, e accettare di ridurre il proprio ruolo a quello di piccola comparsa cui è stato dato il privilegio di assistere a una vita da autentica protagonista.

Ma glielo devo, quindi proverò a riassumere in un semplice ricordo quel che Coluzzi era (e non quello che era per me). Qualche anno fa, io e Lauretta andammo a trovare lei e Laila alla casa di Monticelli. Credo fosse dopo il nostro lavoro sul "Berretto a Sonagli". Voleva ringraziarci dell'impegno che avevamo profuso in quello spettacolo, e si dedicò per un giorno intero a noi, insieme alla figlia. Coluzzi quando mi vedeva aveva gli occhi che si illuminavano, come se stesse ammirando uno scrigno di gioielli. Ci fece trovare mille sorprese, nostre fotografie da lei rubate nel tempo, ci organizzò una giornata intera di giochi, doni per la nostra futura vita di coppia, il ricordo di un amore sconfinato che sembrava non potersi esaurire mai. Un frammento di vita solo per noi. A leggermi potrà sembrare che a parlare sia un suo figlio prediletto, il suo migliore amico. Solo chi ha conosciuto Francesca sa perfettamente, invece, che quell'amore era per tutti, per le sue figlie, per ciascuno dei suoi ragazzi, per chiunque avesse voluto abbeverarsene. Un dono d'amore continuo che, pure a volerlo imitare, uno si domanda come sia possibile anche solo trovare il tempo, se si vuole continuare a vivere la propria vita. Un amore privo di filtri, che a volte non sapeva dosarsi e finiva pure per nuocere, in parte, perché molto della Coluzzi era inflessibile, coriaceo, difficile da digerire. Fatto sta che a Coluzzi si illuminavano gli occhi chiunque di noi avesse visto, ed eravamo tanti, eh, eravamo tanti da gremire una chiesa enorme, tanti da circondare in un cerchio ideale tutta piazza del Popolo. Coluzzi sapeva leggere nei tuoi occhi tutto il prodigio che ti portavi dentro, tutta la bellezza dell'arte che custodivi, che tu fossi un artista, un burocrate, uno spacciatore, un santo. Ti guardava direttamente nel cuore come se il resto fosse soltanto opzionale. Ti era "vicina", e "vicina" nel senso più profondo del termine. Ed era leggera, una vita vissuta con ferrea leggerezza sino all'ultimo istante, nei giorni che lei ha voluto costantemente ricordare come "il periodo più bello della sua vita". Nel giorno del commiato, le sue figlie l'hanno ricordato. Sforzandosi, e riuscendoci, di conservare il seme dello spirito di loro madre e di non abbandonarsi ad un pianto tanto ovvio quanto fuori luogo, al cospetto di una persona che nel bene o nel male ha vissuto perché tu, e con te ciascun altro, fossi contento fino a cantare di gioia.

Intorno alla sua cassa, il piccolo Cesare camminava sorridente, accarezzando i fiori e chiedendo dolcemente quando avrebbe potuto salutare l'amata nonna. In un mondo distrutto, il piccolo Cesare sorrideva al futuro che la nonna ha amato per lui. E se me lo chiedete, proprio questo, secondo me, è il piccolo capolavoro che Francesca ha donato a noi tutti.

Coluzzi era una mosca bianca. Nulla più di una mosca come le altre, e la sua umiltà le ha sempre impedito di sentirsi qualcosa d'altro. Una mosca con ali, peli, antenne e migliaia di micro-occhi, proprio come le altre, che volava nel nugulo delle altre mosche, eppure brillava. E non perché avesse scelto l'espressione artistica come sua prima essenza. Spiccava, Coluzzi, nel nugulo, anche quando era semplicemente lei. Era una mosca, ma "diversamente mosca". Come le altre mosche, non poteva che poggiarsi sulla vasta merda del mondo, perché il mondo ne è pieno.

A differenza delle altre, però, che se ne nutrono, lei la rendeva nobile. Questa è stata la sua grandezza. E la fortuna, immensa, di chi l'ha avuta al suo fianco.

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mercoledì, 15 luglio 2009

Politics (?!?)

Innanzitutto sono pienamente concorde con Mastella, che è una vergogna che un europarlamentare debba stare in europarlamento a 290 euro al giorno di diaria, 5000 euro di stipendio fisso, pensione alla fine del mandato e 4200 per rimborso spese anche non documentate. E' una vergogna. Specialmente se si chiama Mastella Clemente.

Dopodiché, ho il sospetto che Grillo (che giammai avrebbe un interesse a candidarsi alla segreteria del Titanic... ho detto Titanic? scusate, lapsus...) abbia fatto sta mossa per comprovare ad alta risonanza mediatica il fatto che, nel PD, le primarie siano una farsa pilotata a tavolino da 2 o 3 correnti forti, e che anche chi rispondesse ai requisiti previsti dallo Statuto potrebbe non venire ammesso alla candidatura per il motivo-random che a quelle correnti forti più aggrada. Una specie di arruolamento alla Tyler Durden, ma senza l'opzione di prendere con sé chiunque resti in attesa per tre giorni, o quantomeno si chiami Robert Paulsen.
Consiglio a tutti una lettura altamente edificante, "Flop" di un giovane giornalista di nome Salvaggiulo, per avere qualche dettaglio sulle recenti vicende pi-ddistiche. Io l'ho fatto ed ho le palle ancor più girate di prima.

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martedì, 07 luglio 2009

E comunque no

Non ho alcuna intenzione di commentare le ronde ed il reato di immigrazione.

Promettendo - e mantenendo - i quali, PdL e Lega hanno vinto le elezioni. Dovrei commentare metà dei miei connazionali, e non ne ho nè il tempo né l'autorità.

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martedì, 07 luglio 2009

Divinità

Preso atto che quest'estate sono andato a vedere live i Faith No More di Mike Patton (uno dei tre uomini sulla terra con cui andrei a letto di mia sponte), i Depeche Mode di Dave Gahan (a sua volta incluso nella cerchia dei tre), e che il 22 andrò a vedere i NineInchNails di Trent Reznor (uno che non ci andrei spontaneamente ma se mi si ponesse dinanzi, o peggio didietro, con fare inculatorio, non credo che avrei la forza morale di oppormi),

non è che tante volte c'è qualche esibizione della Ruggiero quest'estate, così ho completato il giro delle mie icone musicali?
(peraltro, per quanto ormai 57enne, la Ruggiero dovrebbe essere più piacevole in zona letto, e comunque meno dolorosa dei precedenti)

Ah, e magari pure David Bowie. Grazie.

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lunedì, 06 luglio 2009

Ah, poi non ve l'ho detto

Mi sono preso una stanzetta in uno studio.

Piccola piccola. Un bijoux. Molto, molto, molto comoda da raggiungere, a mezzo centimetro dalla metropolitana e a 15 minuti da casa (senza traffico, of course). La condivido con il collega che ho incontrato il secondo giorno di università e eravamo due ragazzini capelloni. E' un bravo cristo, molto volenteroso, ansiogeno, anche più ansiogeno di me. Paradossalmente è quel che mi serve, perché con la scusa di calmare lui mi calmo io. E poi è il mio opposto simmetrico professionale, tanto io sono veloce e poco incline al dettaglio, tanto lui è lento e macchinoso ma meticoloso fino allo strazio. Ci diamo entrambi un reciproco fastidio estremamente costruttivo. Lui mi rallenta e mi fa notare le cose, io lo accelero e vado dritto ai problemi.

E insomma, sta stanzetta. Nella ricerca della quale abbiamo incontrato personaggi improbabili che forse ci saremmo persi anche se avessimo girato i mari del Caribe alla ricerca di un tesoro sommerso. Titolari di studio delinquenti, commercialiste che suggeriscono di non pagare l'IVA, gente che a sentir nominare un contratto si lancia nel vuoto dal sesto piano, mobilieri scorretti - ma va? - e in generale gente fuori di testa.

Alla fine però l'abbiamo spuntata. Giusto sabato ci hanno consegnato le scrivanie... poi sabato sera siamo rimasti chiusi io e mia moglie nell'ascensore. Non so se interpretarlo come un segno. Ad ogni modo il fatto di aver messo il naso fuori di casa mi sta dando non una, ma qualche centinaio di marce in più.
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venerdì, 03 luglio 2009

Segni inequivocabili

Capisci di aver seriamente trascurato il tuo blog quando vai ad aggiornare l'elenco dei links e scopri che la metà hanno chiuso.

Alcuni li leggevo ogni santo giorno.

Ho dato una ripulita. Chissà se stavolta si riparte davvero.

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giovedì, 02 luglio 2009

Giunsi al funerale gridando "viva la figa!"

Avete un blog lungo 5 anni e mezzo per appurare quanta simpatia provi io per il Cavalier Berlusconi Silvio. Più o meno quella che provo per i bacarozzetti che mi infestano il rosmarino da mesi e non riesco ad ammazzarli.

Però mi domando cosa c'è da pubblicare su tutti i blog, gli youtubbs, i facebuks che dio ha messo in terra il video di Berlusconi contestato a Viareggio l'altroieri pomeriggio, con tanto di didascalia "e meno male che tutti ti amavano".

E' la cosa più disgustosa che mi venga in mente, è subordinare la doverosa depressione per una sciagura immane alla mera antipatia politica (politica, poi). Berlusconi e banda hanno tutte le colpe dell'universo in tutti i contesti CHE LORO COMPETONO, io lo sottoscrivo. A Viareggio, però, per quanto mi riguarda c'è stato un Presidente del Consiglio che ha fatto tutto quel che avrebbe fatto qualsiasi Presidente del Consiglio del Sistema Solare, cioè andare a rappresentare le istituzioni sul luogo e nel momento di un grossissimo incidente. Poi c'è un gruppo di persone che ha reagito alla tensione, alla sensazione che le istituzioni siano lontane, perché no, al disprezzo per un personaggio discutibile, e lo hanno contestato, papale papale, l'hanno visto tutti. Condivisibile, opinabile, non sono io a doverlo dire, a Viareggio non c'ero, non m'è esploso un treno in faccia e non mi è andata a fuoco la famiglia. La gente a caldo ha reagito così. Possiamo commentarlo o meno, non credo faccia differenza.

Noi, merde che altro non siamo, con il culo sulla poltrona del soggiorno e la faccia immersa in un monitor, avremmo però il dovere di essere più lucidi di loro, e capire che ci sono reazioni neanche tanto edificanti che possono starci, passarci sopra e incazzarci, quello sì, all'idea che Governo, Ministero dei Trasporti, Trenitalia e quant'altri ignoreranno questi segnali pesantissimi e continueranno a gestire male le ferrovie italiane, lucrando su tutto il salvabile e affossando la sicurezza di passeggeri e abitanti dei dintorni delle stazioni. Quello ci deve fare incazzare: non oggi, ma tra 6 mesi, e anzi tra sei mesi sarebbe il caso di andare lì e gridar loro "buffoni" per le inefficienze e le bugie. Tra sei mesi, che facciamo, andiamo? Ci diamo una punta sin da subito?

No. Noi siamo così merde, ma talmente merde che più merde non si può, da approfittare della reazione di gente allucinata che si è vista saltare in aria una stazione a 100 metri da casa, per gridare che Berlusconi sta sulle balle a tutti. Astuti. Profondi. Gonfi di senso civico. Ammirevoli. E' come gridare che Cristina Dal Basso ha le tette finte e per quello non guardiamo il Grande Fratello. (e ditemi che non avete mai incrociato le tette della DalBasso in tv).

Giunsi ad un funerale gridando "viva la figa!". Mi trovarono fuori luogo, anche se la figa piace ai più.

(Cogliere le analogie con quanto avviene in questi giorni,
please.)

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venerdì, 26 giugno 2009

Tra mignotte e altre barzellette da caserma

faccio osservare che la benzina è aumentata di 10-15 centesimi a litro in tipo un mese e mezzo, che c'è stato un referendum di cui il mio vicino di casa, il giorno prima, mi ha chiesto "quale referendum?", che è stata approvata una riforma del codice di procedura civile cui i tg non hanno neppure fatto cenno, che la ripresa è prevista per il 2010 ma stiamo già praticamente a luglio quindi con un altro paio di gossip a tenerci distratti va a finire che al 2010 ci arriviamo davvero, contenti e coglioni, e convinti soprattutto che fosse davvero solo pessimismo.

A me sta storia delle escort mi pare una gran puttanata (sarà tautologico, ma a me me lo pare, me lo). Casca a fagiuolo in un periodo pre-durante-post elettorale in cui i partiti maggiori hanno tutti perso consenso, in cui le chiacchiere sono sostanzialmente a zero, dal momento che, as usual, le promesse elettorali e le controindignazioni di minoranza stanno andando a ramengo. C'è necessità di benzina sul fuoco, e stavolta hanno usato la salsa chili che sembrerebbe essere infiammabile lo stesso. Ma sempre una becera fiammata farà, perché la brace sotto fa difetto.

Poi fatemi capire. Vi indigna che ci siano capi di stato che vanno a mignotte? A me no, dal momento che uno sbraco di elettori vanno a mignotte pure loro. Art. 3 della Costituzione, la Repubblica riconosce l'uguaglianza dei diritti, se ci vado io a troie ci può andare pure il Premier (tolto il fatto che c'ha x*n anni e potrebbe anche appenderlo al chiodo, il black&decker). Se siete orripilati da questa notizia, appostatevi su Via di Brava  e scoprirete che con le puttane ci va anche vostro marito, vostro fratello, vostro padre. Io mi ci andavo a infrattare con la fidanzata in macchina, a Via di Brava, e credetemi che il giorno che abbiamo scelto il luogo sbagliato - adiacente l'area operativa di una nigeriana - c'era un viavai di buonipadridifamiglia che non vi dico.

Se invece vi indigna che si sostenti il vizietto con i soldi pubblici, dovete sinceramente dirmi se non avete mai usato il telefono dell'ufficio per chiamare il partner sul cellulare. Io l'ho fatto, quindi non sono immune da colpe, perché era una mossa cosciente per risparmiare. Che la vostra fosse una mossa falsa da formichina, e quella del Silvio sia una mossa falsa da tirannosauro, magari non dipende dalla peggiore volontà, ma solo dal fatto di possedere - Silvio - una struttura fisica più potente (metaforicamente, eh).

A me un filino il cazzo me lo fa girare solo una cosa, in tutta questa storia: che ste merde 4 anni fa hanno affossato il referendum sulla fecondazione assistita inventandosi il Family Day quando sono il peggio del peggio degli zozzoni maiali promiscui schifosi esistenti in Italia, che per me se non avessero messo su quella cagata di manifestazione forse gli avrei pure fatto il tifo fuori dalla finestra di Villa Certosa ("vai, Silvio, vai, spaccala sta baldracca!"). Mi domando solo se il loro intento era puramente procreativo. Io dico di no.

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giovedì, 18 giugno 2009

Prima di ogni cosa

ricordo che intorno al 1990 era uscito sto singolo dei Faith No More che era "Epic" e alla vista del videoclip ero rimasto basito per l'interessante commistione di stili e il divertente utilizzo delle tastiere. Che poi era solo che tanta altra musica antecedente non la conoscevo, altrimenti magari basito non sarei rimasto, ma quelli erano forti sul serio, per cui forse per la prima volta elessi i FnM a una delle band "che mi piacciono" senza farmi influenzare dallo spirito critico dell'amichetto di scuola di turno che ne capiva di musica. Se tutti m'avessero detto "va' che i FnM fanno cagare", io ugualmente l'avrei ascoltati sino a consumare l'audiocassetta (originale, mica cazzi, di quelle che prima della prima traccia avevano quel "pi-ri-pì" di certificazione).
Ma fin qui siamo nell'alveo delle cose che ti piacciono e basta. Il vero guaio fu quando al primo singolo seguì "From out of nowhere", brano stupidino forte, con un attacco acchiappereccio il giusto e quelle (contate) 14 note di synth, 14 non una di più, che io ero ancora imberbe e privo di aspirazioni ma mi son detto "visto che la batteria non avrei dove metterla, allora mi faccio regalare una tastiera così un giorno, se imparerò, potrò suonare ste 14 note, questo "ta-raaaaa-ra, ta-raaaa-ra, ta-raaaaa-ra, ta-raaaa-tarara" che tanto performante mi suona su sto banalissimo pezzo simil hardcore".

Questo per dire che io sono 20 anni che faccio tardi la sera, che butto soldi, che perdo tempo e che spreco energia per colpa di un tastierista peraltro mezza sega e un cantante con la voce da fenomeno. Quindi domenica ero andato a Milano con l'intento di spaccargli la faccia a tutti e due e se c'era tempo dare anche due pigne al resto della band, che m'hai rovinato la vita, m'hai.

Poi però l'esibizione, per quanto non lunghissima, è stata quanto di meglio abbia mai visto live, e allora mi sono dato un sacco di spiegazioni e mi si sono chiusi tutti i cerchi in testa.

(contale pure, so 14)From out of nowhere

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giovedì, 30 aprile 2009

Un uomo monotono

Preso atto che, in cima ai personaggi femminili per i quali farei una follia, si trovano bellezze alquanto opinabili quali Camila Raznovic, Bjork Godmundsdottir, Caterina Guzzanti e Amanda Sandrelli, devo desumere che anche i gusti femminili sono schifosamente lineari al pari di tutto il resto di me. A me piacciono:

- piccoline;
- per niente filiformi;
- tendenzialmente buffe;
- con la fronte alta;
- spigliate, allegre o comunque stravaganti.

Che poi se vedi mia moglie ne hai piena conferma.

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